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Predatori in città

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Il comportamento degli animali selvatici influenza le nostre vite, anche se a volte non ce ne rendiamo conto (e noi influenziamo il loro). Alcuni casi però saltano all’occhio ed in particolare quelli trattati in articoli che parlano dei benefici che l’uomo trae dalla presenza di predatori sul territorio. Gli scienziati hanno iniziato a studiare gli effetti positivi che questi animali hanno sulla nostra quotidianità. 
 
Da sempre i grandi carnivori e i saprofagi (animali che si cibano di materia organica in avanzato stato di decomposizione) sono visti come pericolosi per l’uomo e per i suoi interessi, specialmente se legati ad attività economiche. La convivenza non è quasi mai facile e spesso vengono elencati molti lati negativi della vicinanza di alcune specie all’uomo, ma è arrivato il momento di vedere anche il ruolo positivo che questi animali svolgono per noi e per gli ecosistemi.

 

I predatori mantengono sotto controllo il numero di erbivori e di conseguenza hanno un impatto positivo sulla vegetazione. Esistono infatti casi in cui gli erbivori portano al deterioramento della flora attraverso un eccessivo pascolo e in alcune zone hanno un impatto negativo anche su piante importanti ed utili per gli umani. I carnivori inoltre aiutano le piante a disperdere i semi che ingeriscono cibandosi degli apparati gastrici degli erbivori. Rispetto a questi ultimi infatti, i grandi predatori coprono distanze molto maggiori sul territorio, ampliando il raggio di dispersione dei semi.
 

In agricoltura

I grandi carnivori regolano anche le popolazioni di predatori minori e di animali che possono recare danni diretti all’uomo e alle sue attività. Alcune specie animali possono essere deleterie per le colture; si cibano delle piante coltivate dall’uomo, possono vivere come parassiti o far ammalare l’intero raccolto, causando un’enorme perdita in termini economici e di raccolto. 
 
Le sostanze chimiche utilizzate in agricoltura per evitare che diverse specie animali possano creare questo tipo di danni, hanno un impatto negativo sulla salute dell’ecosistema e su quella umana, che sono inevitabilmente legate.
 
L’utilizzo di un controllo biologico piuttosto che chimico permette di trarre beneficio della presenza di carnivori e altre specie utili. Vengono cioè utilizzate specie animali per regolare la presenza di quelle che intaccano le colture. La presenza di predatori nelle zone interessate contribuisce pertanto all’aumento della produzione agricola e alla diminuzione delle perdite. Il falco neozelandese (Falco novaeseelandiae) per esempio riduce localmente la presenza di quattro specie di uccelli che si cibano di coltivazioni, aumentando il margine di profitto ottenuto dai raccolti.
 
Ma anche i pipistrelli, da sempre temuti e giudicati negativamente, insieme ad alcune specie di uccelli, contribuiscono al mantenimento di varie colture. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che negli USA i pipistrelli provocano la diminuzione della densità di larve di insetti nocivi per i raccolti e riducono la crescita di funghi nelle coltivazioni su larga scala.
 

Il settore dell’allevamento

L’allevamento è un altro settore importante dell’economia umana. Anche in questo caso i carnivori potrebbero giocare un ruolo determinante, diminuendo la presenza di erbivori che possano competere per le risorse con gli animali da allevamento. In Australia, nel New South Wales, anche se solo secondo un modello teorico costruito dagli scienziati, i dingo (Canis lupus dingo) ridurrebbero la densità del canguro rosso (Macropus rufus), permettendo al bestiame di avere meno competitori ed aumentando così i profitti degli allevatori.

 

Ma esistono dei vantaggi (ancora più) diretti sulla vita dell’uomo?

 
Un esempio attuale è fornito dalla popolazione di leopardi (Panthera pardus) in India. Qui la presenza di cani randagi è un problema molto sentito e ha raggiunto proporzioni piuttosto importanti, con più di 90.000 cani che vivono per le strade. A Mumbai ogni anno gli attacchi agli abitanti da parte dei cani randagi sono centinaia, richiedendo costi di gestione molto elevati.
 
Gli insediamenti umani della città si sono estesi a ridosso del Parco Nazionale Sanjay Gandhi in cui vive il leopardo e la convivenza uomo-animale sta risultando gradita agli abitanti. Questo grande felino infatti negli ultimi 15 anni ha imparato a predare i cani sfruttandone la sovrappopolazione, diminuendo la loro densità, ma anche riducendo localmente la frequenza di attacchi all’uomo e con essi i casi di contrazione di rabbia. Si stima che i leopardi salvino circa 90 vite umane ogni anno.
 

Anche spazzini come iene e avvoltoi portano dei benefici alle popolazioni umane, consumando e rimuovendo carcasse di animali e rifiuti organici prodotti dall’uomo. Questo diminuisce le probabilità della diffusione di malattie ed infezioni.

Si stima che lo sciacallo in Europa rimuova più di 13.000 tonnellate di rifiuti organici nelle aree urbane, permettendo un risparmio in termini di costi di gestione, ma allo stesso tempo evitando la contaminazione di acque e diminuendo i rischi per la salute pubblica.

Il controllo sulle malattie infettive

È stato inoltre scientificamente provato che predatori e spazzini riducano la densità di ospiti e vettori di zoonosi (malattie infettive che gli animali possono trasmettere agli esseri umani) pericolose per l’uomo, sia dal punto di vista della salute, che da quello economico. Grazie a loro il rischio di trasmissione tra animali e verso gli esseri umani è ridotto. 

Predatori generalisti come le volpi contribuiscono al controllo delle popolazioni di topi (Peromyscus spp.), mentre i girini di alcune specie di anfibi si cibano di uova di zanzare dengue (Aedes aegypti), riducendo il rischio di trasmissione della febbre dengue* agli umani.

   *La febbre dengue è una malattia tropicale infettiva causata da un virus che si trasmette all’uomo tramite la puntura di zanzara.
 

Incidenti stradali

Vantaggi diretti sono collegati anche alla presenza del puma (Puma concolor) in Nord America. Nelle zone in cui i grandi carnivori hanno subito un declino e gli erbivori un conseguente aumento della popolazione, le collisioni erbivori-veicoli portano ogni anno alla morte di migliaia di persone e al ferimento di decine di migliaia. Si può anche parlare dei costi che questi incidenti generano: assicurativi, danni alle cose, alle persone e perdite economiche.

Si stima che la ricolonizzazione del Nord America da parte del puma nel corso di 30 anni possa portare ad una diminuzione del 22% del numero di incidenti tra veicoli ed erbivori di grosse dimensioni come il cervo, salvando circa 155 vite umane

Dove la ricolonizzazione sta già avvenendo, i dati empirici mostrano come il puma stia già portando dei benefici (incidenti tra veicoli e cervi hanno subito una diminuzione del 9% in otto anni). Considerando che tra Stati Uniti e Canada dal 1890 al 2008 sono stati confermati 153 attacchi da parte del puma verso l’uomo, con 21 uccisioni in più di 110 anni, mentre la loro presenza salverebbe 155 persone in soli 30 anni, la percezione di questo carnivoro potrebbe e dovrebbe cambiare radicalmente. 

La convivenza uomo-animale

Per una corretta e pacifica convivenza uomo-animale è necessario spiegare alle popolazioni umane locali i vantaggi di condividere il territorio con i predatori e come rapportarsi con essi. In questo modo e grazie ad una buona dose di mediazione, la diminuzione dei conflitti si traduce in una minore frequenza di attacchi. Questo è uno dei motivi che spinge gli scienziati a mettere in luce e mostrare agli esseri umani l’importanza dei carnivori, sia a livello locale che globale. È fondamentale iniziare a sfatare i miti sui predatori e a diminuire le informazioni false e deleterie su di essi. Queste infatti non fanno altro che aumentare l’astio che l’uomo ha verso queste specie e di conseguenza i conflitti e il numero delle uccisioni illegali di esemplari. Le popolazioni locali, riconoscendo i vantaggi della convivenza e rendendola pacifica, possono persino guadagnare attraverso attività connesse a questi animali, come per esempio il turismo.
 

Mi ha fatto molto piacere leggere tra i tanti anche un esempio sull’Italia, in cui gli autori hanno voluto sottolineare l’importanza di azioni locali come l’incoraggiamento di alcuni comuni italiani all’acquisto di bat box (cassette che possono fungere da rifugio per i pipistrelli) da parte di cittadini privati. Tuttavia quello che manca è uno studio approfondito sull’impatto che i pipistrelli hanno sulle popolazioni di zanzare e sul contenimento di alcune malattie che questi insetti possono trasmettere all’uomo. Tale affermazione, fatta dagli autori stessi, mi porta a voler sottolineare l’importanza della ricerca in questi ambiti. 

Forse l’adattamento dei grandi predatori e degli spazzini ad un ambiente sempre più modificato dall’uomo non è altro che un riequilibrio degli ecosistemi, ma quello che è certo è che i lati positivi della loro presenza iniziano ad apparire chiari e numerosi.

Qui potete trovare un articolo su altri servizi che la natura svolge e che sono utilissimi per l’uomo.

 
Riferimenti

Gilbert, S. L., Sivy, K. J., Pozzanghera, C. B., DuBour, A., Overduijn, K., Smith, M. M., … & Prugh, L. R. (2017). Socioeconomic Benefits of Large Carnivore Recolonization Through Reduced Wildlife‐Vehicle Collisions. Conservation Letters10(4), 431-439.

O’Bryan, C. J., Braczkowski, A. R., Beyer, H. L., Carter, N. H., Watson, J. E., & McDonald-Madden, E. (2018). The contribution of predators and scavengers to human well-being. Nature ecology & evolution, 1.

Pooley, S., Barua, M., Beinart, W., Dickman, A., Holmes, G., Lorimer, J., … & Sillero‐Zubiri, C. (2017). An interdisciplinary review of current and future approaches to improving human–predator relations. Conservation biology31(3), 513-523.

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